Fin dall’antichità, quando l’Uomo era legato strettamente e intimamente con la Natura, la sua conoscenza del mondo vegetale era tale da sapere perfettamente quali piante erano dannose e quali potevano invece essergli utili per l’alimentazione o per correggere
Un articolo a cura dei medici e ricercatori: Andrea Possenti e Agostino Chilà (Univeristà di Roma - Tor Vergata), ed Antonio Imeneo.
La fitoterapia è quella disciplina che studia gli effetti terapeutici delle piante medicinali.
Le proprietà curative delle piante, conosciute da sempre vengono oggi riscoperte e rivalutate su basi scientifiche.
Assistiamo, infatti, ad un incremento delle ricerche sperimentali che confermano e spiegano molte proprietà farmacologiche delle piante che in passato non erano scientificamente provate.
Il rigore scientifico che accompagna in questi ultimi anni lo studio delle piante fa sì che la fitoterapia possa operare sinergicamente alla medicina tradizionale.
La fitoterapia consente di affrontare molti problemi con modalità differenti, a seconda della loro entità:
- essa è indicata nelle terapie di lunga durata perché è generalmente ben tollerata
- può porsi come rimedio alternativo a problemi di lieve e di media entità
- in associazione ai farmaci di sintesi sarebbe in grado di aumentarne l’efficacia e soprattutto di ridurne gli effetti collaterali indesiderati
- può essere utilizzata nei casi in cui sia necessaria un’azione preventiva
- gli effetti delle piante medicinali non sono in genere immediati, ma richiedono, per manifestarsi completamente, periodi di tempo variabili da pianta a pianta.
Per droga vegetale si intende la parte della pianta utilizzata come medicamento o per l’estrazione di sostanze a scopo medicamentoso.
Il fitocomplesso invece è l’insieme di tutte le sostanze presenti nella droga, alcune dotate di proprietà medicamentose altre meno, ma ugualmente indispensabili nel loro insieme, per garantirne l’efficacia.
Il concetto di fitocomplesso è diverso da quello che regola i farmaci di sintesi, nei quali viene considerato il singolo principio attivo come unico responsabile dell’azione farmacologia, essendo gli altri suoi componenti rappresentati da eccipienti inerti.
I vantaggi del fitocomplesso nei confronti del singolo principio attivo sono molteplici:
-Bassa tossicità con pochi effetti collaterali, importante soprattutto nelle terapie croniche e nei soggetti particolarmente sensibili (bambini, anziani, donne in gravidanza)
-Molteplicità d’azione, che consente di curare con un unico rimedio un numero maggiore di problemi.Questa molteplicità di azioni ci dà anche la possibilità di affrontare con un unico rimedio diversi problemi, che altrimenti richiederebbero l’assunzione di più farmaci di sintesi nella stessa giornata.
Il sempre più crescente numero di pazienti che ha deciso di ricorrere alla terapia testè descritta richiede che anche la disciplina medico-odontoiatrica debba adeguarsi a questa nuova esigenza.
La conoscenza sempre più accurata dell’attività farmacologica di alcune piante ha permesso la formulazione di alcuni prodotti che si sono rivelati di prezioso ausilio in alcune problematiche odontoiatriche:
-prevenzione nel soggetto ansioso
-prevenzione del dolore nella terapia po-stoperatoria (estrazioni, implantologia, chirurgia paradontale)
-trattamento delle infezioni del cavo orale sia di origine paradontale che dentale.
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