mercoledì 30 marzo 2011

Ernia del disco ed ozonoterapia

Per ernia del disco si intende una fuoriuscita del disco intervertebrale dalla sua sede naturale. E’ una patologia molto frequente soprattutto tra i 30 e 55 anni e la sede più frequente è il tratto lombare. Il sintomo più frequente è la lombosciatalgia (dolore a livello lombare e lungo l’arto inferiore). Possono associarsi delle formicolii, alterazioni della sensibilità e deficit di forza all’arto inferiore.Nella diagnosi un ruolo importante lo svolge la TAC o la risonanza magnetica.
 
Oggi sappiamo che l’ernia tende ad autorisolversi spontaneamente, quindi nelle prime quattro settimane, salvo rare eccezioni, di norma si deve evitare di intervenire chirurgicamente. Il trattamento conservativo consiste in farmaci,fisioterapia, manipolazioni vertebrali, ginnastica posturale.Tra le metodiche più efficaci e sicure l’impiego di ossigeno-ozono è da tempo  utilizzato e accoglie consensi favorevoli. L’efficacia terapeutica dell’ozonoterapia risulta  pari a quella di altri trattamenti mini-invasivi sottolineando sia la bassa incidenza di effetti collaterali sia quella di complicazioni relative  alle  tecniche  di  applicazione  qualora  vengano eseguite da mani esperte e nel rispetto delle linee guida. L'ozono terapia è una metodica che ha più di un secolo di vita e anche se inizialmente è stata relegata ad un ristretto numero di medici entusiasti, rappresenta oggi un rimedio rivoluzionario per la nostra salute e il benessere fisico. Grazie alle sue proprietà antisettiche e antinfiammatorie questa miscela di gas, iniettata nella zona dell'ernia, costituisce una via alternativa all'intervento chirurgico, con risultati positivi nel 70% dei casi.  La potente azione antiinfiamatoria e antidolorifica dell'ossigeno-ozono viene sfruttata anche nel trattamento delle patologie ortopediche più frequenti, come le tendiniti, le patologie sportive, le periartriti e l'artrosi attraverso infiltrazioni articolari.

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venerdì 25 marzo 2011

L’USO DELLA FITOTERAPIA NELLA PRATICA ODONTOIATRICA

Fin dall’antichità, quando l’Uomo era legato strettamente e intimamente con la Natura, la sua conoscenza del mondo vegetale era tale da sapere perfettamente quali piante erano dannose e quali potevano invece essergli utili per l’alimentazione o per correggere
Un articolo a cura dei medici e ricercatori: Andrea Possenti e Agostino Chilà (Univeristà di Roma - Tor Vergata), ed Antonio Imeneo.
La fitoterapia è quella disciplina che studia gli effetti terapeutici delle piante medicinali.
Le proprietà curative delle piante, conosciute da sempre vengono oggi riscoperte e rivalutate su basi scientifiche.
Assistiamo, infatti, ad un incremento delle ricerche sperimentali che confermano e spiegano molte proprietà farmacologiche delle piante che in passato non erano scientificamente provate.
Il rigore scientifico che accompagna in questi ultimi anni lo studio delle piante fa sì che la fitoterapia possa operare sinergicamente alla medicina tradizionale.
La fitoterapia consente di affrontare molti problemi con modalità differenti, a seconda della loro entità:
- essa è indicata nelle terapie di lunga durata perché è generalmente ben tollerata
- può porsi come rimedio alternativo a problemi di lieve e di media entità
- in associazione ai farmaci di sintesi sarebbe in grado di aumentarne l’efficacia e soprattutto di ridurne gli effetti collaterali indesiderati
- può essere utilizzata nei casi in cui sia necessaria un’azione preventiva
- gli effetti delle piante medicinali non sono in genere immediati, ma richiedono, per manifestarsi completamente, periodi di tempo variabili da pianta a pianta.
Per droga vegetale si intende la parte della pianta utilizzata come medicamento o per l’estrazione di sostanze a scopo medicamentoso.
Il fitocomplesso invece è l’insieme di tutte le sostanze presenti nella droga, alcune dotate di proprietà medicamentose altre meno, ma ugualmente indispensabili nel loro insieme, per garantirne l’efficacia.
Il concetto di fitocomplesso è diverso da quello che regola i farmaci di sintesi, nei quali viene considerato il singolo principio attivo come unico responsabile dell’azione farmacologia, essendo gli altri suoi componenti rappresentati da eccipienti inerti.
I vantaggi del fitocomplesso nei confronti del singolo principio attivo sono molteplici:
-Bassa tossicità con pochi effetti collaterali, importante soprattutto nelle terapie croniche e nei soggetti particolarmente sensibili (bambini, anziani, donne in gravidanza)
-Molteplicità d’azione, che consente di curare con un unico rimedio un numero maggiore di problemi.Questa molteplicità di azioni ci dà anche la possibilità di affrontare con un unico rimedio diversi problemi, che altrimenti richiederebbero l’assunzione di più farmaci di sintesi nella stessa giornata.
Il sempre più crescente numero di pazienti che ha deciso di ricorrere alla terapia testè descritta richiede che anche la disciplina medico-odontoiatrica debba adeguarsi a questa nuova esigenza.
La conoscenza sempre più accurata dell’attività farmacologica di alcune piante ha permesso la formulazione di alcuni prodotti che si sono rivelati di prezioso ausilio in alcune problematiche odontoiatriche:
-prevenzione nel soggetto ansioso
-prevenzione del dolore nella terapia po-stoperatoria (estrazioni, implantologia, chirurgia paradontale)
-trattamento delle infezioni del cavo orale sia di origine paradontale che dentale.
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martedì 22 marzo 2011

L'ODONTOIATRIA

L'odontoiatria è una branca della medicina il cui campo d'azione interessa un sistema, quello masticatorio, che si va sempre più delineando come un grande patrimonio estetico e funzionale, capace di donare bellezza e salute. Gli elementi più rappresentativi di questo sistema, i denti e le gengive, influenzano, nella loro sostanziale percepibilità, la bellezza del volto e l'estetica del sorriso. La forma anatomica dei denti, il colore, l'ordine in cui si dispongono nel contesto delle arcate, la forma stessa delle arcate, l'armonia della linea gengivale che gli fa da contorno, sono fattori che contribuiscono a determinare quello che viene definito come un bel sorriso. Per l'aspetto funzionale dobbiamo invece fare riferimento all'occlusione, al modo in cui le arcate dentarie si pongono in relazione reciproca. La qualità dei rapporti di contatto tra i denti interessa le articolazioni temporomandibolari, la muscolatura masticatoria e i tessuti di sostegno. Una malocclusione, ovverosia un cattivo rapporto di combaciamento tra i denti, può influire su altre parti del sistema masticatorio e di quelli collegati alterandone la salute.
Il campo teorico-pratico dell'odontoiatria si è fatto negli ultimi anni talmente vasto che solo un approccio d'equipe è in grado oggi di fornire ai pazienti prestazioni adeguate. Si pensi solo al fatto che una sua branca, l'ortodonzia, che tratta della diagnosi e cura delle malocclusioni, viene da anni insegnata in specifiche scuole di specializzazione post-universitarie il cui corso di studi ha la durata di tre anni.
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mercoledì 16 marzo 2011

COME FAR CRESCERE BENE I DENTI AI NOSTRI PICCOLI

Con frutta fresca, ortaggi croccanti...e spazzolino! Cibi naturali e una precoce
igiene orale aiutano i più piccini a lenire le gengive infiammate dall’arrivo
dei denti da latte...

Accade in genere intorno ai 5-6 mesi, ma per
qualcuno succede anche prima: i bambini iniziano a diventare improvvisamente
irrequieti, nervosi, dormono poco, si mettono spesso le mani in bocca e hanno
una salivazione visibilmente aumentata, accompagnata da una grande smania di
mordicchiare. Sono tutti segnali che ci dicono che stanno per spuntare i primi
denti, che completano la loro comparsa entro i tre anni arrivando ad un totale
di 20 denti da latte.
In questa fase, è prima di tutto importante che i
genitori aiutino i piccoli a lenire il dolore delle gengive somministrando loro
cibi e bevande fresche, come centrifugati di frutta, puree di mele o pere fatte
in casa (e poi lasciate a raffreddare in frigorifero) oppure omogeneizzati: il
freddo, infatti, ha un effetto anestetizzante e riduce il dolore.


Durante la dentizione di solito i bambini hanno anche molta sete: per
questo dovrebbero bere di più del solito, privilegiando sempre le bevande
fresche e possibilmente senza zucchero, per conservare un buona idratazione e
ridurre i fenomeni infiammatori che interessano le mucose della bocca.
È
utile anche offrire ai piccoli gli apposti pupazzi o anelli da mordere in gomma
dura (si trovano in farmacia) da mettere in freezer prima dell’uso: diminuiscono
il fastidio alle gengive e favoriscono l’eruzione dei denti.
Vanno invece
evitati i gelati e soprattutto il miele rosato, un particolare tipo di miele
liquido addizionato con olio di rosa che spesso viene raccomandato per alleviare
il fastidio della dentizione: nonostante abbia discrete proprietà lenitive, ha
però il difetto di riempire il cavo orale di zuccheri, creando così un ambiente
acido “ideale” per l’insorgenza della carie.
Una volta che i denti hanno
“bucato” la gengiva, è importante che il bambino inizi a masticare cibi
croccanti, piacevoli da sgranocchiare: sono carote, finocchi, sedano bianco (se
lo gradiscono), spicchi di mela (va bene anche la mela disidratata), meglio se
tenuti un poco in frigorifero, e il pane secco, che accelera il processo di
eruzione dei denti, riduce il fastidio gengivale e favorisce anche (come tutti i
cibi duri che obbligano ad una vigorosa masticazione) un armonioso sviluppo
della bocca.

Già con l’arrivo dei primi denti, è comunque consigliabile
portare il bambino dal dentista: le visite vanno fatte con i genitori, per
esempio in occasione di una loro visita di controllo, in modo che i più piccoli
non vengano traumatizzati e possano familiarizzare con il medico e
l’attrezzatura dello studio. Gli incontri andrebbero ripetuti ogni 6 mesi, a
mano a mano che la dentizione procede: il dentista controllerà non solo i denti
ma anche il parodonto, ovvero le gengive e l’osso, che sono alla base della
salute e di un corretto sviluppo del cavo orale.

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venerdì 11 marzo 2011

RITRATTAMENTO DEI CANALI RADICOLARI

Occasionalmente un dente che è stato sottoposto ad una cura canalare (devitalizzazione), può non guarire oppure continuare a dolere nonostante la terapia e questo anche alcuni mesi o anni dopo. Quando questo accade, il dente spesso può essere salvato co
Perchè occorre ritrattare i canali del dente?
la cura canalare (devitalizzazione) viene eseguita perchè la polpa, chiamata comunemente dai pazienti "nervo", era stata irrimediabilmente danneggiata. Sebbene la polpa sia stata rimossa e sostituita con un altro materiale di otturazione, il dente deve essere ritrattato per problemi dovuti ad una o più delle seguenti cause:
Incompleta detersione e otturazione dei canali.
Perchè la cura canalare (devitalizzazione) abbia successo i canali delle radici devono essere interamente detersi e otturati. Alcuni canali sono a volte così stretti, calcificati o curvi che i più piccoli strumenti usati per ripulirli non riescono a percorrerli. Altri canali sono così piccoli che non sono facilmente individuabili, oppure alcuni canali sono otturati in maniera approssimativa.
Trauma radicolare
Un nuovo trauma può aver causato la frattura della radice e una cisti o un'infezione possono essersi sviluppate all'apice (punta) della radice.
Nuova carie
Una nuova carie può distruggere la corona del dente ed espone il materiale da otturazione del canale ai batteri e alla saliva causando una nuova infezione dei canali delle radici. Una frattura o incrinatura di un'otturazione o la scementazione di una corona o di un perno radicolare possono determinare i medesimi danni.
Chi può eseguire il ritrattamento?
Tutti gli Odontoiatri hanno la preparazione sufficiente per eseguire i ritrattamenti. Molti casi però sono veramente complessi e richiedono l'intervento di specialisti in questo settore, che dedicano maggiormente la loro attività professionale all'Endodonzia (devitalizzazioni) e che perciò sono più esperti nell'eseguire tali terapie.
Cosa capita durante un ritrattamento?
Il dente deve essere riaperto, i canali nuovamente detersi ed otturati. Nei casi in cui non sia possibile tutto ciò (canali curvi, perni nei canali, ecc.) può essere necessaria un'incisione della gengiva che permette di esporre l'apice del dente al fine di poterlo sigillare (apicectomia ed otturazione retrograda).
Il paziente può avere male?
Durante il trattamento il dente può fare male. Questo è un inconveniente che non pregiudica il buon esito della terapia.
Se il primo trattamento è fallito, come può il paziente essere sicuro che il ritrattamento abbia successo?
Non ci sono naturalmente garanzie certe. Molte volte il ritrattamento è l'unica alternativa all'estrazione. L'Odontoiatra fornirà sicuramente tutte le informazioni e le alternative terapeutiche affinchè il paziente possa decidere in completa tranquillità e consapevolezza.
Quali sono le alternative al ritrattamento?
L'estrazione del dente è solitamente l'alternativa: La perdita di un dente può portare allo spostamento di quelli vicini con gravi interferenze nell'occlusione e nella masticazione. Il dente si può rimpiazzare con un ponte ancorato ai denti vicini, se presenti, o con un impianto nell'osso. Tutti questi sono dei procedimenti molto lunghi, costosi ed artificiali. Niente per ora è migliore e più duraturo del dente naturale. In alcuni casi, se il ritrattamento non è possibile, si può eseguire, dente permettendo, un reimpianto intenzionale immediato, cioè: estrazione del dente, controllo del problema che ha causato la lesione, cura della radice e infine reimpianto del dente.
Quanto costa questo ritrattamento?
Generalmente la tariffa per il ritrattamento è più elevata rispetto alla normale devitalizzazione di un dente. Ciò è dovuto alle difficoltà ed al maggior tempo operativo richiesto per portare a buon fine la terapia.
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venerdì 18 febbraio 2011

MICROSCOPIA ODONTOIATRICA A SUPPORTO FISSO

la microscopia elettronica a supporto fisso consente all'operatore un campo visuale dettagliato al punto da ottimizzare gli interventi in termini di precisione
Un valido aiuto per la cura dei denti é rappresentato dal microscopio elettronico.
Si tratta di un microscopio ad elevato fattore di ingrandimento che permette al dentista di lavorare con una precisione notevolmente magiorata, grazie ad un fattore di ingrandimento fino a 25x (25 volte più grande della visione ad occhio nudo) e ad un potente fascio di luce alogena che non infastidisce il paziente in quanto localizzata alla sola zona operativa, ed elimina le fastidiose ombre che falsavano la visuale del dente; caratteristica comune dei metodi di illuminazione tradizionale.
Ne risulta una precisione millimetrica dell'asportazione della carie, senza inutili asportazioni di tessuto dentario: Il risultato é minor dolore per il paziente e un risultato finale dall'estetica sensibilmente migliorata.
Il microscopio elettronico é collegato ad una fotocamera digitale, in grado di catturare immagini estremamente dettagliate della zona interessata.
In questo modo il dentista ha la possibilità di controllare la gravità del problema in tutta tranquillità, rendere partecipe il paziente della propiria situazione e decidere la soluzione migliore per la sedutasuccessiva. Il risultato é minore stress, abbreviazione dei tempi di seduta e maggiore soddisfazione del cliente.
é altresì disponibile, un sistema di videocattura digitale: Su richiesta infatti, si può ottenere la registrazione a video dell'operazione effettuata; se ne possono controllare i passaggi e si può apprezzare la precisione chirurgica degli interventi fatti.
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venerdì 11 febbraio 2011

Giuramento di Ippocrate (moderno)

"Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente;
di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
di astenermi dall'"accanimento" diagnostico e terapeutico."